Comportamento di scorrimento

Terminologia della tecnologia delle materie plastiche - umoristica e di facile comprensione

Sapevate che in molti casi i confronti con la natura e gli esseri umani possono essere utilizzati per spiegare i fatti della tecnologia delle materie plastiche?

Il termine di oggi: Comportamento di scorrimento

„Chi conosce la plastica, sceglie il cemento.“

Si dice che questa frase sia stata pronunciata un tempo da un professore di tecnologia delle materie plastiche presso l’allora Università di Scienze Applicate di Darmstadt. Ovviamente era detta con un occhiolino. Perché chi conosce davvero le materie plastiche sa bene che sono materiali fantastici: basta solo comprenderne le peculiarità. E una di queste è Scivolare.

Ma cosa significa esattamente “scivolare”?

Immaginate di sedervi su un divano nuovo. All’inizio è comodissimo. Dopo un’ora vi accorgete di esservi affondati di qualche centimetro. Per voi è normale, perché è più comodo che stare seduti su una tavola rigida e, dopo essersi alzati, la schiuma sembra tornare alla posizione iniziale. Ma se fosse davvero così, perché dopo qualche anno di utilizzo i divani sembrano ormai affossati?

Negli ambienti specialistici questo fenomeno è noto anche come deformazione residua da compressione. Se una plastica viene sottoposta a sollecitazione per un periodo prolungato, continua a deformarsi lentamente, anche se la forza applicata non aumenta. Questa deformazione dipendente dal tempo è denominata Scivolare.

Perché una plastica si comporta così?

La differenza sta all'interno del materiale.

I metalli hanno una struttura cristallina molto rigida. Le materie plastiche, invece, sono costituite da lunghe catene molecolari che, sotto sforzo, possono scorrere lentamente l'una contro l'altra.

Non a scatti.
Non all'improvviso.
Anzi, in tutta tranquillità.

Più alta è la temperatura e maggiore è il carico, più velocemente ciò avviene.

Perché è importante?

Per i progettisti, lo scorrimento non è un difetto, ma una caratteristica di cui occorre tenere conto.

Sotto carico prolungato, una guarnizione può deformarsi e, una volta tolto il carico, non torna più alla posizione iniziale.

Un gancio a scatto che oggi tiene perfettamente, dopo un lungo periodo di sollecitazioni potrebbe a un certo punto non „scattare“ più in modo altrettanto efficace.

Per questo motivo, nel caso dei componenti in plastica, non è sufficiente limitarsi a calcolare se essi oggi tenere.

La domanda fondamentale è:

Dureranno ancora tra cinque o dieci anni e cosa si può fare per evitarlo?

I progettisti hanno diverse possibilità:

  • scegliere i materiali adeguati,
  • Ridurre gli stress,
  • Mantenere basse le temperature,
  • Progettare componenti più rigidi,
  • utilizzare fibre di vetro o altri materiali di rinforzo,
  • oppure distribuire i carichi nel modo più vantaggioso possibile.

Infatti, le materie plastiche non sono materiali scadenti: richiedono semplicemente una visione un po’ più a lungo termine.

Conclusione

Il comportamento di scorrimento è una delle proprietà più importanti delle materie plastiche. Chi lo ignora, a volte va incontro a spiacevoli sorprese.

Chi le conosce è in grado di sviluppare componenti durevoli, affidabili ed economici.

E con questo torniamo alla famosa citazione del professore:

„Chi conosce la plastica, sceglie il cemento.“

Forse oggi bisognerebbe aggiungere:

„… oppure sceglie la plastica giusta e progetta il prodotto in modo tale che lo scorrimento avvenga solo dove non dà fastidio a nessuno.“

 

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